Esportazione Caffè dal Brasile

Da dove viene il caffè? Beh sicuramente “Brasile” è la prima risposta che viene in mente alla maggior parte delle persone. Il paese sudamericano, infatti, è il primo al Mondo per la produzione e, di conseguenza esportazione, di caffè.

Ma quest’anno questo dato potrebbe cambiare: il lungo periodo di siccità (negli ultimi tre anni le stagioni della pioggia sono durate davvero poco), ha fatto registrare una forte diminuzione della produzione di caffè nello stato sudorientale dello Espirito Santo. Tale riduzione riguarda la varietà di caffè “robusta”, la varietà maggiormente utilizzata nella realizzazione del caffè solubile, perché meno pregiata rispetto all’arabica.

Gli ultimi dati, elaborati dall’International Coffee Organization (ICO), mettono in evidenza un calo del 10,7% nella produzione mondiale di caffè robusta tra il 2015 e il 2016. Tutto a causa della situazione di disagio climatico in Brasile.

Brasile: importazione caffè necessaria e onerosa

A causa di tale riduzione nella produzione, il Brasile sarà obbligato a importare all’interno dei propri confini elevate quantità di semi di caffè non tostati. Per prendere coscienza del grande disagio economico che l’importazione provocherà, basta pensare che, in Brasile, ben il 90% della popolazione fa quotidianamente uso di caffè solubile: un’imprevista e consistente spesa che il Paese non era pronto a fare!

Il Vietnam, paese che negli ultimi anni aveva già superato il Brasile nella produzione di caffè, si farà carico della richiesta di 60mila tonnellate di semi di caffè robusta per consegnarli alla nazione verdeoro entro maggio.
Il prezzo del caffè sale in tutto il Mondo

Sale il prezzo del caffè

Ovviamente questa elevata riduzione di produzione comporterà una ugualmente elevata maggiorazione di prezzo relativo al caffè di varietà robusta. Tale aumento di prezzo riguarderà non solo il Brasile, che, non producendo più il caffè, sarà obbligato a ricaricare sul prezzo finale anche il costo d’acquisto, ma anche tutto il resto del Mondo.

Infatti, essendoci semplicemente meno caffè in giro, il prezzo ovviamente salirà. E, se in Italia, solo il terzo della popolazione assume quotidianamente caffè solubile, nel resto d’Europa e del Mondo, tale numero aumenta notevolmente.

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